Home » Risorgimento Firenze » Pubblicazioni » Giuro che non avrò più fame.

Giuro che non avrò più fame.

L’Italia della Ricostruzione

Autore   Aldo Cazzullo

 Editore   Mondadori

 Collana: Strade Blu

 Anno      2018

Pagine    264

Formato brossura

  Prezzo    € 18,00

 

Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista del «Corriere della Sera» nel suo ultimo libro ci racconta la crisi attuale tramite un viaggio in un passato non così remoto ma che molto spesso viene dimenticato.

L’Italia del secondo dopoguerra, infatti, non era poi molto diversa da quella attuale: un decennio di crisi mostruosa e, sembra, insuperabile, ha creato un baratro notevole, aumentato vertiginosamente la popolazione che vive sotto la soglia di povertà e costretto gli appartenenti alla classe media a vivere in uno stato di continuo panico, terrorizzati dall’idea di poter perdere il lavoro da un momento all’altro, cosa che  purtroppo in questi anni è diventata fin troppo frequente. L’Italia del 2018, quindi, è sopravvissuta ad una “guerra” e si sente povera, ma, quel che è peggio, ha perso la fiducia. É questa, infatti, la più macroscopica delle differenze tra il passato e il presente: dopo la fine della guerra le città devastate dai bombardamenti sono state ricostruite in pochissimi anni, i nostri nonni si sono fatti motori della rinascita, lavorando continuamente, senza ferie né vacanze, le nostre nonne hanno finalmente ottenuto l’emancipazione tanto agognata, passando attraverso la rivoluzione sessuale, i contraccettivi e l’abolizione dell’adulterio come reato volto a colpire solo le donne.  E noi invece? Gli italiani di oggi sono sconfortati e  sconfitti, i giovani, che si sono visti chiudere centinaia di porte in faccia, spendono all’estero i loro talenti, vedendoli finalmente riconosciuti, cosa che in patria non avviene.

Un popolo di passivi, dunque, ma che, secondo Cazzullo, è ancora in grado di farsi motore della propria rinascita anche grazie al recupero della memoria del passato, rendendo vera, oggi più che mai, la celebre frase che pronunciata con indimenticabile enfasi da Rossella alla fine di Via col vento che dà il titolo a quest’opera.

 

Comitato Fiorentino per il Risorgimento - redazione web