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Curtatone e Montanara

Noi partimmo divisi in due colonne, una da Pisa e l’altra da Firenze alla volta di Modena…Oh meravigliose a vedere quelle legioni improvvisate, nelle quali il medico, l’avvocato, l’artigiano, il prete, il padrone e il servo marciavano mescolati in culto d’Italia…  

Così Giuseppe Montanelli ricorda la giornata del 29 maggio 1849 nelle sue Memorie sull’Italia e specialmente sulla Toscana dal 1814 al 1850, quando guidò il battaglione degli studenti pisani alla battaglia di Curtatone e Montanara.

Non solo studenti, ma anche membri della società civile parteciparono come volontari a quella battaglia insieme all’esercito toscano comandato dal generale Cesare De Laugier a conferma di quella unità di popolo che si costituì non solo in Toscana, ma anche in Italia ed in Europa nel biennio 1848/49 per affermare principi di libertà e di democrazia.

In tempo di pace poi i volontari riversarono l’amor per la Patria in  un impegno civile nelle professioni e nelle attività artistiche e culturali, partecipando a quel processo di modernizzazione che vide in Italia il risorgimento politico-democratico andare di pari passo con il risorgimento economico-sociale.

Da 7 anni il Comitato Fiorentino per il Risorgimento e l’Opera di Santa Croce organizzano all’interno della Basilica un convegno per ricordare personaggi e fatti legati a quel momento fondamentale della storia risorgimentale italiana, ripristinando le cerimonie in memoria degli eventi risorgimentali, che si tenevano il 29 maggio nell’Ottocento ed all’inizio del Novecento nella basilica di Santa Croce. All’interno della Basilica infatti venivano conservate, apposte sue due pilastri di fronte all’altare, due lapidi in bronzo con i nomi dei caduti fiorentini a Curtatone e Montanara.

Lunedì 29 maggio 2017, nel 168° della battaglia, nel Cenacolo di Santa Croce alle ore 16 si tiene appunto un convegno, dedicato al ruolo svolto dai medici nel corso delle battaglie per l’indipendenza e l’unità nazionale e per il progresso sociale dell’Italia, col fine di conservare per le nuove generazioni la memoria di chi ha sacrificato gli anni migliori della sua vita in tempo di guerra per la libertà e la democrazia e poi in tempo di pace per i diritti civili e sociali.

Comitato Fiorentino per il Risorgimento – redazione web