Home » Risorgimento Firenze » Pubblicazioni » Che cosa resta del ’68

Che cosa resta del ’68

Autore    Paolo Pombeni

Editore   Il Mulino

Collana   Voci

Anno       2018

Pag.         128

Prezzo      Euro 12

 

…In definitiva: il 68 ha vinto o perso?

E’ risultato vittorioso sul piano del costume perché ha sancito ufficialmente una laicizzazione socio culturale da tempo latente. E tuttavia, conclude Pombeni, la nostra epoca è assai lontana da quella immaginata dai sessantottini e paventata dai loro nemici.

Forse perché è il frutto di mutamento che gli intellettuali del Sessantotto non avevano lontanamente immaginato, dall’avvento dell’informatica a un mondo del lavoro sempre più destrutturato.

Si parla persino di fine della modernità, qualcosa di più complesso della retorica sul postmoderno

Riusciranno le nuove generazioni, come si augura Pombeni, a concorrere per dare uno sbocco costruttivo alla grande trasformazione in cui ci troviamo in cui ci troviamo immersi?

Raffaelle Liucci Il Sole 24 Ore 28 gennaio

Paolo Pombeni, nato a Bolzano nel 1948, è uno storico e politologo. E’professore emerito essendo stato come professore ordinario, titolare dei corsi di Storia dei sistemi politici europei e di Storia dell’ordine internazionale presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. Dal 2011 al 31 agosto 2016 è stato direttore dell’Istituto storico italo-germanico di Trento, e dal 2010 al 2012 dell’Istituto di Studi Avanzati dell’Università di Bologna. È stato anche direttore del Centro Studi Progetto Europeo e del suo sito web È membro della direzione della rivista “Ricerche di Storia politica”, che ha fondato, e dell’editorial board del “Journal of Political Ideologies”. È stato editorialista del quotidiano Il Messaggero. Ha diretto l’edizione critica degli Scritti e discorsi politici di Alcide De Gasperi. Attualmente dirige il periodico on line “Mente Politica” (www.mentepolitica.it) ed è editorialista de Il Sole 24Ore. È membro del consiglio editoriale della casa editrice il Mulino e del comitato di direzione della rivista “Il Mulino“. È stato il secondo presidente, dopo Luciano Cafagna della Società italiana per  lo studio della Storia Contemporanea dal 1992 al 1995.

 

Comitato Fiorentino per il Risorgimento - redazione web