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Bellosguardo a Firenze

« Nella convalle fra gli aerei poggi / Di Bellosguardo, ov’io cinta d’un fonte / Limpido fra le quete ombre di mille / giovinetti cipressi alle tre Dive / l’ara innalzo…  Ugo Foscolo, Le Grazie

Firenze è circondata da colline dalle quali si gode una splendida veduta di tutta la città: la collina di Bellosguardo è una di queste.

Probabilmente è proprio basandosi sulla veduta che si ha da qua che nel 1471 il pittore e cartografo Francesco di Lorenzo Rosselli dipinse la cosiddetta Pianta della catena, la prima raffigurazione di Firenze eseguita con rigore prospettico e cartografico.

Vi si può arrivare dalla piazza San Francesco di Paola percorrendo la via di Bellosguardo. La via, in salita, giunge prima al Prato dello Strozzino e, dopo una stretta curva sulla sinistra, conduce al primo belvedere, davanti alle ville La Limonaia e Brichieri Colombi. Poco prima del belvedere, sulla destra vi è un tabernacolo ottocentesco raffigurante la Vergine sotto al quale si legge: “Per Grazia ricevuta da un padre con due figli“. Questo padre era il Granduca Leopoldo II di Toscana, la cui carrozza ebbe in quel luogo un incidente da quale il “Gran principe” uscì illeso. Egli ordinò allora l’erezione di quel tabernacolo per ringraziamento alla Vergine

A Bellosguardo ci sono molte ville alcune delle quali di origine rinascimentale, che hanno ospitato, nel corso dei secoli, svariati personaggi illustri della comunità degli stranieri che vissero o frequentarono tra Ottocento e Novecento quei luoghi, come testimonia la lapide posta dal Comune di Firenze

Qui dove la grazia del colle e del cielo
esalta la qualità del pensiero e dell’arte
soggiornarono ed operarono
James Fenimore Cooper
Nathaniel Hawthorn
Elisabeth e Robert Browning
Henry James
Robert Lytton
Alfred Austin
Hans Von Bulow
Hans Von Maree
Adolf Hildebrand
Franz Von Brentano
Isa Blagden
Clara Schumann
Ovida
Jessie White Mario
Florence Nightingale
Violet Trefusus

La lapide è gravemente deteriorata ed i nomi sono praticamente illeggibili; meriterebbe pertanto di essere restaurata.

Tra le ville va ricordata soprattutto quella dell’Ombrellino, costruita nel XVI sec. dalla famiglia Segni sulla cima della collina di Bellosguardo. Oltre che per la vista su Firenze è famosa per i personaggi illustri che vi hanno soggiornato: Galileo Galilei vi abitò dal 1616 al 1631, e proprio qua formulò la sua rivoluzionaria teoria astronomica; Ugo Foscolo fra il 1812 e il 1813 vi compose il carme Le grazie.

 

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Comitato Fiorentino per il Risorgimento – redazione web